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Brasile: i prezzi dei trasporti non aumenteranno

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Brasile: i prezzi dei trasporti non aumenteranno

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Il movimento di protesta che da due settimane scuote il Brasile incassa un primo successo: le autorità di San Paolo e Rio de Janeiro hanno deciso di cancellare i previsti aumenti del prezzo dei trasporti pubblici. La marcia indietro non ha pero’ stoppato le manifestazioni.

Ieri sera a Natiroi sono scese in piazza migliaia di persone per dire no al carovita e chiedere che i soldi destinati ai Mondiali di calcio vengano dirottati verso il settore educativo e la sanità.

Il sidaco di Rio Eduardo Paes ha fatto i conti, avvertendo che le mancate entrate dovute al congelamento del prezzo di autobus e metropolitane inevitabilmente porterà a dei tagli di spesa pubblica.

Il malcontento per il modo in cui vengono gestiti i soldi pubblici e per la corruzione dilagante non accenna a placarsi. La polizia ieri sera è intervenuta per liberare il ponte che collega Rio a Niteroi dai blocchi eretti dai manifestanti.
Oggi una nuova mobilitazione è stata indetta a Rio a margine del match Spagna-Tahiti.

“Non lottiamo solo contro l’aumento dei prezzi ma per i nostri diritti. Il popolo si è svegliato – grida un manifestante – lottiamo per un migliore sistema sanitario, per l’educazione. Ne abbiamo abbastanza dell’ingiustizia dilagante”
“Voglio scuole, ospedali decenti non stadi di calcio” spiega un’altra ragazza che ha preso parte alla manifestazioni.

Nel paese del football gli stadi diventano i detonatori della protesta. La gente non è disposta a chiudere gli occhi davanti agli sprechi e alle spese pazze per il Mondiale 2014. Ieri a Fortaleza il match della nazionale verdeoro è stata l’occasione per esprimere il malcontento. Alcuni giocatori della nazionale hanno deciso di solidarizzare con i manifestanti.