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Turchia, in piedi contro il potere

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Turchia, in piedi contro il potere

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In piedi e immobili: uomini e donne in Turchia sfidano pacificamente il governo. Da piazza Taksim la protesta del coreografo Erdem Gunduz ha contagiato altri quartieri di Istanbul e diverse città del Paese. L’appello, passato velocemente attraverso le reti sociali, è di stare fermi in segno di solidarietà col movimento di Gezi Park, duramente represso dal premier Erdogan. Una richiesta silenziosa di democrazia, come dicono i giovani presenti a Piazza Taksim:

“La nostra resistenza civile continuerà fino alla vittoria”- dice Harun Naci. “È una battaglia per la libertà della Turchia, per il futuro. E per questo resteremo qui, oggi, domani, ogni giorno fino a quando avremo esaurito tutte le nostre forze”.

“Questa nostra protesta va avanti da venti giorni”, spiega la giovane Ege Ada. “Non siamo violenti, nessun slogan di odio è stato mai pronunciato perché questa è la strada giusta, la mobilitazione pacifica.”

Il nuovo simbolo della rivolta è l’artista Gunduz che nella notte tra lunedì e martedì è rimasto immobile per oltre cinque ore, sguardo rivolto al fondatore della Turchia laica moderna, Ataturk. Un gesto che da individuale si è trasformato in collettivo.