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Turchia: dal silenzio alle scarpe, la protesta trova nuovi sbocchi

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Turchia: dal silenzio alle scarpe, la protesta trova nuovi sbocchi

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La creatività per proseguire la protesta: i manifestanti tornano alla spicciolata dopo la violenta repressione e lo sgombero di piazza Taksim. Tornano e si esprimono in modo diverso: davanti alla torre Galata, che dista appena un chilometro da piazza Taksim, decine di persone hanno lasciato delle scarpe per commemorare le vittime degli scontri, come spiega un noto stilista turco:

“I morti, i feriti, le persone arrestate o fermate. Per loro noi disegnatori, couturier e stilisti abbiamo deciso, con la gente che abita qui, di venire e lasciare le scarpe con scritti i nostri desideri”.

Se l’immagine-simbolo dei primi giorni di protesta era quella di una donna che resisteva ai cannoni ad acqua, ora è quella di un uomo in piedi per ore, in silenzio. Da allora le manifestazioni silenziose si ripetono ovunque, anche su piazza Taksim. E il governo sembra gradire: il vice-premier ha detto che questo modo di protestare non solo è legittimo, ma andrebbe incoraggiato.