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Brasile, monta la rivolta sociale

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Brasile, monta la rivolta sociale

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In Brasile la rivolta sociale è un fiume in piena, che non accenna a placarsi. 50mila persone hanno attraversato ieri le strade di San Paolo, riversandosi nella centrale Praça da Sé, di fronte alla Cattedrale. Dalla scandalo corruzione del 1992, il Paese non viveva una mobilitazione così imponente.

“Queste voci della strada devono essere ascoltate. La forza della voce della strada è il senso civico del nostro popolo”- ha detto la presidente Dilma Rousseff in un discorso al Palazzo presidenziale a Brasilia all’indomani della marcia di duecentomila persone in diverse città.

“Non è per qualche centesimo, è per avere diritti”: è uno degli slogan della manifestazione di San Paolo. L’aumento dei prezzi del biglietto dei mezzi pubblici è stato il pretesto per far esplodere un più profondo malessere sociale.

“Siamo qui perché vogliamo migliorare il nostro Paese in questo momento che è cruciale, con la libertà possiamo ottenere tutto dalla vita” – dice Leonardo Mauro, uno dei tanti giovani che affolla le strade di San Paolo.

L’aumento dell’inflazione, il cattivo andamento dell’economia e la disoccupazione galoppante sono alla base delle proteste.

A fronte di risorse sempre minori per sanità e educazione, i manifestanti considerano un ingiusto spreco i fondi stanziati per la Coppa del Mondo di calcio, in programma nel 2014.