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Turchia: immobili contro Erdogan

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Turchia: immobili contro Erdogan

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In piazza Taksim, davanti al ritratto di Ataturk, fondatore della Turchia laica e moderna, è nata una nuova forma di resistenza: l’uomo in piedi. Una scelta civile per dire no alla repressione decisa dal premier Recep Tayyip Erdogan. Repressione che assume caratteri sempre più coercitivi, dopo che il primo ministro ha confermato che non esiterà a schierare l’esercito se lo riterrà necessario.

Ma una parte del Paese non cede alle minacce e, incurante delle conseguenze, continua a chiedere un cambiamento.: “Chiamano i manifestanti provocatori – ironizza una signora – ma penso che il governo e il primo ministro siano i massimi provocatori. Non vedono queste persone, non capiscono, non vogliono vedere quello che queste persone cercano”.

L’idea dell’uomo in piedi è nata lunedì sera dal coreografo Erdem Gunduz, rimasto immobile per cinque ore in mezzo alla piazza
simbolo della rivolta dei giovani. Subito, sui social media, è rimbalzata l’iniziativa: ogni sera, alle venti, chiunque vorrà potrà aderire. Basterà soltanto rimanere immobili.

Nella notte intanto la polizia ha arrestato, e poi rilasciato, il protagonista della singolare forma di protesta. L’operazione delle forze dell’ordine è proseguita martedì mattina. Decine le persone fermate con l’accusa di aver appoggiato il movimento contrario a Erdogan.