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Falco o colomba? Rohani raccontato da un insider

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Falco o colomba? Rohani raccontato da un insider

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Primo incontro, dopo le elezioni iraniane, tra il presidente uscente Ahmadinejad e quello appena eletto, Rohani.

Entrambi espressione della nomenklatura legata agli ayatollah, segnano tra loro non poche differenze: incendiario verbalmente Ahmadinejad; definito “moderato” e aperto ai riformisti Rohani.

“Il prossimo governo punta a impiegare tutta l’esperienza dei governi precedenti, e, se Dio lo vorrà, a risolvere i problemi che i cittadini stanno affrontando”.

Problemi non di poco conto: disoccupazione, inflazione, sistema industriale in decadenza. Tutte conseguenze dirette delle sanzioni imposte a Teheran dalle Nazioni Unite.

Prima di venire arruolato tra i moderati, Rohani è stato, nel 1999, il responsabile della brutale repressione della prima sollevazione studentesca dopo la rivoluzione khomeinista.

La fama di colomba Rohani se l‘è costruita in seguito, guidando con abilità per due anni i negoziati sul nucleare tra l’Iran e i paesi occidentali.

Sul profilo del neoletto presidente iraniano, abbiamo interpellato Hossein Mousavian, un ex diplomatico che ha lavorato per anni accanto a Rohani.

Nima Ghadakpour, euronews
“Lei ha lavorato per anni al fianco di Rohani. Lo ritiene ora all’altezza delle speranze che sta alimentando tra i suoi sostenitori?”.

Hossein Mousavian, ex diplomatico iraniano
“Sono certo che le prerogative del Presidente, che in base alla Costituzione iraniana è la seconda carica del Paese, gli permetteranno di non deludere queste aspettative. Alla luce della linea politica che ha promesso durante la campagna presidenziale, e alla luce anche della conoscenza che ho maturato di lui in 30 anni di lavoro insieme, posso assicurarvi che potrà risolvere una buona parte dei problemi che l’Iran si trova oggi a dover affrontare, sia sul fronte interno che su quello internazionale”.

euronews
“Proprio sul fronte della politica estera, il presidente Obama si è rallegrato e detto fiducioso per le prospettive aperte dall’elezione di Rohani. Ritiene che Rohani, dal canto suo, sarà in grado di aprire agli Stati Uniti e normalizzare le relazioni con Washington?”.

Hossein Mousavian
“Questo è un problema che Rohani, da solo, non può certo risolvere. Almeno il 50% delle responsabilità, ma secondo me anche di più, incombono sugli Stati Uniti. La Costituzione stabilisce in Iran che l’ultima parola spetti sempre alla Guida Suprema. E su questo argomento, la Guida Suprema si è già espressa con chiarezza diversi mesi fa. Per quanto non si sia mostrato troppo ottimista, ha anche detto che se il governo volesse aprire un dialogo con gli Stati Uniti, lui certo non lo impedirebbe”.

euronews
“Ritiene che la Guida Suprema, avallando il risultato di queste elezioni, voglia inviare un messaggio alla comunità internazionale?”.

Hossein Mousavian
“La posizione della Guida Suprema rispetto agli Stati Uniti è quella di sempre. La stessa che già adottata durante la presidenza di Rafsandjani prima, di Khatami poi e infine anche di Ahmadinejad. E’ una linea imperniata sul rispetto reciproco, ma anche sulla non ingerenza nelle questioni interne. Se queste condizioni vengono rispettate, la Guida Suprema è disposta a trattare con gli Stati Uniti. E’ la sua linea da quando è arrivato al potere”.

euronews
“In merito alla crisi in Siria, nel corso della sua prima conferenza stampa, Rohani ha detto che la soluzione risiede anzitutto nella volontà del popolo siriano. Allo stesso tempo, l’ex ambasciatore britannico Jack Straw ha detto che l’elezione di Rohani regala nuove speranze non solo all’Iran, ma a tutta la regione. Lei cosa ne pensa?”.

Hossein Mousavian
“La soluzione della crisi in Siria, come ha detto Rohani, dipende anzitutto dalla volontà del popolo siriano. E questo potrebbe ergersi a principio cardine anche per la comunità internazionale e per i paesi limitrofi, affinché si arrivi finalmente a una via d’uscita dalla crisi in Siria”.

euronews
“Come fare, però, perché si affermi la volontà del popolo?”.

Hossein Mousavian
“E’ proprio quello che dico: perché la volontà del popolo siriano possa affermarsi, è anzitutto necessario – come Rohani ha già detto – organizzare immediatamente una conferenza che riunisca intorno a uno stesso tavolo i Paesi del 5+1 e quelli della regione. A loro spetterà poi l’organizzazione di elezioni libere, sotto l’osservazione delle Nazioni Unite, che permetteranno al popolo siriano di pronunciarsi sull’avvenire del paese. E’ la soluzione migliore e la più pragmatica, per risolvere la crisi in Siria”.