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Bosnia: bambina di tre mesi vittima delle liti tra politici

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Bosnia: bambina di tre mesi vittima delle liti tra politici

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Morire per un documento che non c‘è. È quanto accaduto a una neonata bosniaca di tre mesi giunta troppo tardi in un ospedale serbo dove l’attendevano per un intervento chirurgico. La piccola era senza un passaporto perché dal 12 febbraio, quando venne abrogata la legge sul numero di identificazione, i nuovi nati non possono essere registrati all’anagrafe e restano così senza documenti. In migliaia le hanno reso omaggio davanti al Parlamento di Sarajevo.

“Abbiamo portato la nostra bambina – spiega il padre della vittima – a Belgrado ma abbiamo dovuto pregare per poterlo fare. Non siamo riusciti a ottenere dalle autorità un numero di identificazione per lei. Abbiamo dovuto organizzare tutto da soli, per portarla al di là del confine”.

Le manifestazioni per chiedere al governo di approvare una nuova legge sono ormai quotidiane. A causa di motivi etnici, i politici non trovano un accordo sui confini dei distretti che determinano le 13 cifre che identificano ogni cittadino. I leader della Repubblica Serba di Bosnia chiedono che la nuova legge conferisca ai propri cittadini numeri d’identità diversi da quelli della Federazione di Bosnia e Erzegovina, che riunisce croati e bosniaci.