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Siria: l'Egitto romple le relazioni diplomatiche

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Siria: l'Egitto romple le relazioni diplomatiche

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L’Egitto rincara la dose con la Siria: al Cairo il presidente Morsi ha detto di aver rotto le relazioni diplomatiche con Damasco, e ha chiesto l’istituzione di una no-fly zone.
Morsi ha parlato in occasione di una manifestazione organizzata da alcuni leader religiosi sunniti. Il regime siriano è Alauita, una corrente scismatica sciita, e sul campo è ora aiutato dagli Hezbollah libanesi, anch’essi sciiti. “Gli Hezbollah devono lasciare la Siria – ha detto Morsi -: queste sono parole serie. Non c‘è nessuno spazio per gli Hezbollah in Siria”.

Secondo quanto affermano i ribelli, gli Hezbollah hanno fornito un aiuto fondamentale al regime siriano nella ripresa di Qusayr, sulla strada tra il Libano e Homs. Gli Hezbollah, prima di entrare nel conflitto, avevano lamentato alcuni feriti a causa di razzi e colpi di mortaio sparati dalla Siria.

I ribelli in questa fase stanno subendo la controffensiva delle truppe governative. In questi giorni hanno però incassato l’apertura alla fornitura d’armi da parte degli Stati Uniti, oltre che da alcuni Paesi europei. Washington, che giustifica l’appoggio promesso ai ribelli con l’asserito uso di armi chimiche da parte del regime di Assad, ha per ora deciso di mantenere a tempo indeterminato in Giordania aerei e missili Patriot impegnati in una recente esercitazione. Armi che, secondo la Russia, potrebbero servire per imporre una no-fly zone su parte della Siria, un’opzione alla quale Mosca si oppone.