ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Erdogan respinge accuse di autoritarismo e si erge a paladino della democrazia

Lettura in corso:

Erdogan respinge accuse di autoritarismo e si erge a paladino della democrazia

Dimensioni di testo Aa Aa

Davanti a una piazza stracolma, Recep Tayyip Erdogan si prende la rivincita dopo due settimane di contestazioni in Turchia. La sua forza è nei numeri. Il raduno ha attirato centinaia di migliaia di persone in questo quartiere alla periferia di Istanbul.

Il premier si erge a paladino della democrazia, minacciata da una minoranza di sediziosi: “Non lasciatevi ingannare, non cascate nella loro trappola – è l’avvertimento che lancia ai suoi sostenitori – se io sono qui è per servire il paese”. Quindi aggiunge: “Taksim e Gezi Park sono state ripulite e proprio in questo momento alcune squadre di giardinieri le decorano con piante e fiori. Quelli si – conclude – sono veri ambientalisti”.

Tra la folla, l’entusiasmo è alle stelle, a riprova che l’Akp mantiene un forte consenso, anche se le proteste e la repressione hanno macchiato l’immagine del governo.

“Il nostro primo ministro non ha niente a che vedere con questa situazione – sostiene una partecipante – Non si è trattato di una protesta per il parco, gli alberi non c’entrano. Questo governo ne ha piantati 70mila, ma nessuno ne parla. Il parco non c’entra niente”.

Rincara la dose un altro manifestante: “Eravamo con Erdogan vent’anni fa, quando era sindaco di Istanbul e venne messo in prigione. Siamo fieri del nostro primo ministro”.

Se per Erdogan il raduno può considerarsi un successo, è difficile immaginare che non aumenti la frustrazione di quella parte del paese che non si sente più rappresentata dall’uomo forte dell’Akp.