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Africa a due velocità, tra problemi e crescita impetuosa

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Africa a due velocità, tra problemi e crescita impetuosa

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Mentre un’Europa afflitta da mille dubbi affronta una grave crisi economica, l’Africa conosce una crescita senza precedenti.

Naturalmente i problemi rimangono. L’Africa deve ancora fare i conti con povertà, boom demografico, sanità e sicurezza. Ma gli africani non voltano le spalle a tutto questo: si scambiano idee, creano e sviluppano nuovi programmi. Di tutto questo hanno si è parlato nei tre giorni del New York Forum a Libreville, in Gabon.

L’Africa basa il proprio sviluppo sulla lettera “I”. La “I” di indipendenza per esempio. Per lottare contro la violenza, la fuga di capitali e la corruzione, l’Africa ha sviluppato una propria indipendenza giudiziaria. Il flusso illegale di capitali che escono dal continente ammonta a quasi 1000 miliardi di euro, quattro volte il debito estero dell’Africa.

La “I” di innovazione. L’Africa non è un insieme coerente, ma un mosaico composto da 54 paesi in cui convivono 1500 gruppi etnici. L’Africa ha bisogno quindi bisogno di un’innovazione geostrategica per imporsi sulla scena mondiale.

Fatou Bensouda, procuratore della Corte Penale Internazionale: “Non si possono avere pace e sicurezza senza giustizia. Gli sforzi che stiamo facendo per lo sviluppo economico e finanziario del continente da soli non bastano: giustizia, stato di diritto e senso di responsabilità sono indispensabili. E’ in questo contesto che si può avere un vero sviluppo”

Mohamed El Keittani, presidente e direttore generale della Attijariwafa bank: “Tutti gli investitori africani e internazionali hanno detto forte e chiaro ai politici che è arrivato il momento di accelerare le riforme del sistema giudiziario”.

Ivor Ichikowitz, fondatore e presidente del Paramount Group: “Economie come quelle delle Nigeria stanno conoscendo dei tassi di crescita mai visti prima. La verità è che nessun paese da solo può guidare questo processo di sviluppo. I paesi devono unirisi e portare avanti insieme questa fase di crescita. E’ da tempo che chiedo alle principali economie del continente di collaborare. Un tipo di collaborazione simile a quella delle nazioni che fanno parte del BRICS. Servirebbe un BRICS panafricano che unisca le grandi economie in modo da sviluppare delle politiche che attirino gli investitori esteri”.

L’Africa ha registrato una crescita annua di quasi il 5% negli ultimi dieci anni. Ma per fare in modo che la crescita interessi un ampio segmento della popolazione, è necessario un netto miglioramento delle infrastrutture.

Con 200 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni, l’Africa ha la popolazione più giovane del mondo. E raddoppierà entro il 2045. E’ quindi urgente integrare la crescita per aiutare i 150 milioni di disoccupati. I leader africani avranno il compito di investire e ispirare politiche inclusive.

Thierry Tanoh, direttore generale di Ecobank: “La carenza delle nostre infrastrutture è abbastanza chiara. E’ una carenza che riguarda soprattuto le infrastrutture necessarie per il commercio tra i paesi africani, per noi fondamentale. E’ vitale sviluppare le infrastrutture necessarie per i collegamenti all’interno del continente”

Mohamed El Kettani: “Se il nostro contiente inizia una vera modernizzazione in materia di governance. Se rinforza il suo quadro istituzionale, se assorbe il deficit a livello delle infrastrutture, allora credo che avremmo la possibilità di avere tassi di crescita a due cifre”.

Magatte Wade, fondatore e direttore generale di Tiossan: “Abbiamo bisogno di un quadro giuridico chiaro per attirare gli investitori interessati, bisogna facilitare l’ingresso delle aziende. Perché questo accada è necessario che i governi riformino il sistema. E’ questo che serve. Non devono aspettare gli occidentali, non devono aspettare nessuno. E’ semplice. Sediamoci intorno a un tavolo e cerchiamo di capire cosa serve per rendere il nostro paese appetibile per gli investitori. Creiamo delle aziende e dei posti di lavoro, è in questo modo che l’Africa può davvero crescere”.

Il New York forum ha ha ospitato 700 leader politici ed economici e nel corso del quale Larry Summers, ex consigliere dei presidenti Clinton e Obama, ha detto che “lo sviluppo dell’Africa è il più promettente del 21esimo secolo. Oggi Il Senegal può ricevere dei prestiti ad un tasso inferiore a quello della Grecia, il Ghana a un tasso più basso dell’Irlanda e il Gabon a uno inferiore a quello del Belgio”.