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Iran: il voto ha espresso la volontà di dialogo

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Iran: il voto ha espresso la volontà di dialogo

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Maria Sarsalari, euronews:

Hassan Rohani, il candidato moderato sostenuto dai riformisti, ha vinto le elezioni presidenziali. Una consultazione che ha portato alle urne un gran numero di iraniani.

Parliamo con Ahmad Salamatian, esperto delle questioni iraniane, dei fattori che hanno prodotto questa vittoria e delle sue conseguenze.

Signor Salamatian, considerando il pessimismo e la sfiducia creatisi dopo le elezioni del 2009, e la previsione di una consultazione manovrata dal governo, ci si poteva aspettare questo risultato?

Ahmad Salamatian:

Fino a tre-quattro giorni prima del voto ha prevalso un controllo così rigido che non ha consentito ai politici di mettersi in luce. Durante il secondo dibattito televisivo, però, il linguaggio della politica è penetrato in qualche modo, attraverso lo studio televisivo, in questo stato di polizia. La società iraniana è cosÌ assetata di politica ed appassionata al dibattito che lo spirito del dialogo politico ha potuto fare breccia e alla fine prevalere.

I protagonisti della scena politica iraniana, sia coloro che governano, sia i riformisti e i moderati, così come la maggior parte dell’elettorato, ora sono tutti obbligati ad adottare la politica, in alternativa allo stato di polizia e la politica significa interazione e cercare di capirsi. Nelle attuali gravi circostanze in Iran, la società ha bisogno di comprensione e la classe media sente molto questo bisogno. I leader del movimento riformista come Khatami e Rafsanjani hanno agito in questa direzione.

Non posso dire che il regime si stia dimostrando più realistico verso la sua stessa situazione e verso questioni internazionali.
Tuttavia, a differenza che nel 2009, penso che il regime non vorrà respingere l’offerta di una comprensione reciproca espressa della maggioranza dei votanti.

euronews:

In questo momento, c‘è un parlamento conservatore, non sarà facile per Rohani lavorarci.

Ahmad Salamatian:

Nell’ottica del dialogo politico, anche quel tipo di Parlamento non avrà altra scelta se non ascoltare la richiesta della gente, una richiesta che è stata pronunciata così chiaramente. Non penso che il Parlamento creerà molti problemi al vincitore di questa elezione e, anche se fosse, è improbabile che il vincitore voglia sfidare le altre istituzioni fin dall’inizio del suo mandato.

euronews:

Rohani era stato per anni il principale negoziatore sul nucleare dell’Iran. Durante i dibattiti elettorali ha criticato il suo successore e avversario Saeed Jalili. Con Rohani quale cambiamento ci si può aspettare nelle relazioni tra l’Iran e l’Occidente?

Ahmad Salamatian:

Questo voto invia un messaggio forte su un possibile accordo. I negoziatori internazionali che stavano cercando qualcuno sul fronte iraniano che fosse capace di un vero dialogo, dovrebbero ora recepire questo messaggio dall’Iran.

La mia speranza è che la comunità internazionale in generale, e gli Stati Uniti e l’Europa nello specifico, capiscano che questa è una reale opportunità di dialogo con l’Iran per risolvere la questione nucleare.
Spero anche che coloro che governano in Iran siano realistici ed evitino di usare la questione nucleare come strumento per distogliere l’attenzione da problemi di politica interna.

La comunità internazionale mira ad usare la posizione dell’Iran per stabilizzare la turbolenta regione mediorientale.
Una soluzione sostenuta dalla maggioranza della popolazione iraniana certamente funzionerà e la classe media iraniana sarà anche la migliore alleata geopolitica del mondo esterno.