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Grecia, tv Ert: la voce di chi resiste

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Grecia, tv Ert: la voce di chi resiste

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La voce della Radiotelevisione pubblica greca non si è mai spenta. In centinaia, tra giornalisti, tecnici e amministrativi continuano a occupare la sede della Ert ad Atene. Andranno avanti, fanno sapere, fino alla sua riapertura.

“Tutti i nostri colleghi, anche quelli che erano in vacanza, sono tornati” – dice Nikos Michalitsis, direttore del servizio tecnico. “Siamo qui e lavoriamo a tempo pieno.”

Gli studi sono operativi senza sosta per permettere alle trasmissioni di proseguire in streaming e via satellite grazie all’assistenza tecnica fornita dall’Eurovisione.

I lavoratori sfidano il primo ministro Antonis Samaras per salvaguardare il servizio della televisione pubblica anche per chi vive all’estero.

“Abbiamo perso i contatti con i greci che vivono fuori dal Paese” – dichiara Christos Doukas, direttore della struttura. “Questo mi addolora molto e mi dà la forza di andare avanti” .

Gli impiegati della Ert resistono, trasmettono nonostante tutto per impedire la perdita di 2.700 posti di lavoro e far sì che venga garantito un pilastro fondamentale della democrazia.

“Giornalisti e tecnici continuano a lavorare giorno e notte per rimanere in onda” – riferisce la giornalista di euronews Nikoletta Kritikou. “Non conta la stanchezza, ma solo l’obiettivo e la loro determinazione per raggiungerlo: difendere il loro impiego e far riaprire il canale pubblico.”