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Grecia, partiti di coalizione respingono l'offerta Samaras su riapertura della Ert

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Grecia, partiti di coalizione respingono l'offerta Samaras su riapertura della Ert

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La chiusura della tv pubblica greca minaccia la tenuta del governo. I due partiti di minoranza nella coalizione al potere hanno respinto il compromesso proposto dal premier Samaras: la riapertura dell’emittente per due mesi e con personale dimezzato, in attesa della ristrutturazione.

Un nuovo incontro è fissato per lunedì. In assenza di un accordo, la prospettiva di elezioni anticipate potrebbe diventare l’unica percorribile.

Intanto i dipendenti della Ert continuano a sfidare l’esecutivo, occupando gli studi televisivi e trasmettendo su Internet.

“Ciò che sta facendo il governo Samaras è inaccettabile, non si è mai visto niente di simile. I lavoratori impediranno che un nuovo canale nasca dalle ceneri della Ert”.

Tra i circa 2800 dipendenti licenziati prevale l’opinione che la chiusura dell’emittente finisca per favorire le tv private, compiacenti con l’esecutivo.

“Il governo non si aspettava questa reazione da parte della gente. Ma non ha perso la speranza di vendere la tv di stato. Vuole mettere le mani sulle frequenze, perché sono le uniche legali: vuole regalarle ai privati, che ovviamente sarebbero riconoscenti a questi politici”.

Lo sciopero indetto dai sindacati dei giornalisti è stato esteso fino a martedì. Ma sono migliaia i greci scesi in strada per difendere la libertà di stampa e la sopravvivenza della tv pubblica. Numerose le manifestazioni di solidarietà giunte anche dall’estero.