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Slovenia, il prossimo Paese europeo da salvare?

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Slovenia, il prossimo Paese europeo da salvare?

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La Slovenia sarà il prossimo Paese ad aver bisogno di un piano di salvataggio europeo? Il governo risponde, no, ci salveremo da soli. L’Unione Europea ha concesso alla Slovenia due anni in più per mettere in ordine le finanze pubbliche. Il problema principale del Paese è il legame troppo stretto tra politica ed economia. Ne parliamo in questa puntata, partendo dalla condanna dell’ex primo ministro Janez Jansa per corruzione.

Lo scandalo Jansa non è un caso isolato. La corruzione ad alti livelli alimenta la rabbia dell’opinione pubblica nei confronti dell’elite politica e mina la fiducia nei valori della democrazia. La cultura del nepotismo nell’ex Repubblica jugoslava ha impedito la realizzazione delle riforme e le disfunzioni del sistema politico hanno aggravato la situazione economica. Risultato, bilancio dello Stato fuori controllo, bolla immobiliare, e crisi delle banche.

A Trzic, vicino al confine con l’Austria, le industrie hanno chiuso a causa della crisi. Visitiamo l’unica ancora in funzione, la PEKO, produttrice di scarpe da 110 anni. La Slovenia è senza soldi e di conseguenza lo è anche la PEKO, proprietà dello Stato. Il gruppo impiega 900 persone, un terzo a Trzic.

Siamo stati anche a Maribor, la seconda città slovena, dove sono cominciate le proteste contro i politici corrotti, lo scorso novembre. Il movimento è riuscito a far dimettere il sindaco di Maribor, Franc Kangler. In seguito, le proteste si sono diffuse in tutta la Slovenia e hanno provocato la caduta del governo Jansa.

Per ascoltare l’intervista completa in inglese a uno dei leader del movimento per i diritti dei cittadini sloveni, Sanjin Jasar, di Maribor, potete utilizzare questo link:
Bonus interview: Sanjin Jasar