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Siria: gli Stati Uniti fremono, l'Onu frena

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Siria: gli Stati Uniti fremono, l'Onu frena

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Niente no fly zone sulla Siria, troppo costosa e difficile da gestire. Ma gli Stati Uniti considerano “Assad senza futuro”.

“Non può avere alcun ruolo in quelle discussioni che auspichiamo inizino presto ha detto il vice consigliere per la sicurezza nazionale americano, Ben Rhodes.

La Casa Bianca vuole sostenere la ribellione con le armi, le Nazioni Unite vorrebbero che il regime permettesse l’accesso al Paese a un team di esperti e boccia l’ingerenza ventilata da Obama.

“Fornire armi a ciascuna delle due parti non risolverebbe la situazione. Non c‘è questo tipo di soluzione militare. Solo una soluzione politica può risolvere la situazione in maniera sostenibile” sostiene il segretario generale Ban Ki Moon.

La Casa Bianca sostiene che la “linea rossa” sia stata superata in base a un dossier che confermerebbe l’uso di armi chimiche da parte di Bashar al Assad, sul quale Mosca mostra grande scetticismo, sintetizzato nelle parole del presidente della commissione Esteri della Duma, Alexei Pushkov:

“Come possiamo, oggi, credere ad accuse non circostanziate basate su dati dell’intelligence americana? Credo che dopo il precedene iracheno è diventato impossibile. Inoltre, perché il governo di Assad dovrebbe usare il gas sarin contro i ribelli su piccola scala, come dicono gli americani? Qual è il senso militare di ciò? Nessuno!”

Sono state diffuse immagini che sembrerebbero confermare l’uso del gas sarin da parte dell’esercito siriano, ma Damasco bolla il dossier americano come una sequela di menzogne.