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Repubblica Ceca, sette rinvii a giudizio nella maxi inchiesta anti corruzione

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Repubblica Ceca, sette rinvii a giudizio nella maxi inchiesta anti corruzione

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Oltre 5 milioni di euro e decine di chili d’oro. E’ il bottino ritrovato dalla polizia durante le perquisizioni seguite all’imponente operazione anti-corruzione di giovedì in Repubblica Ceca.

Gli inquirenti hanno confermato l’arresto di otto persone, sette delle quali sono state già rinviate a giudizio. La retata sta facendo tremare il governo di centro-destra. In manette è finito anche il capo di gabinetto del primo ministro Petr Necas, oltre a diversi esponenti politici di rilievo, al direttore dei servizi segreti militari e a un consigliere di amministrazione delle ferrovie ceche.

Il premier ha respinto gli appelli dell’opposizione a dimettersi e ha auspicato che la polizia agisca senza condizionamenti politici. Sarà però costretto a fronteggiare nuove pressioni da parte del presidente della Repubblica.

I blitz nel palazzo del governo e al ministero della Difesa nascono da diversi filoni di indagine su appalti pubblici e concessioni di cariche in aziende di stato.