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Cavaco Silva: "La crisi? Deve gestirla la Ue, bisogna ripensare il ruolo della troika"

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Cavaco Silva: "La crisi? Deve gestirla la Ue, bisogna ripensare il ruolo della troika"

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Il Portogallo sta attraversando una delle sue più gravi crisi economiche. Dopo due anni consecutivi di recessione, nel primo trimestre del 2013 si è registrata una contrazione del 4% risepetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un caso esemplare della crisi che attanaglia l’Unione europea.

E’ con noi il presidente della Repubblica, Anibal Cavaco Silva, che ha accettato di parlare dei venti di tempesta che soffiano sull’Europa.

Michel Santos, Euronews: “Signor presidente, lei ha seguito da vicino la costruzione dell’Europa. E’ stato Primo Ministro del Portogallo per 10 anni e attualmente è al secondo mandato come capo dello Stato. Perché il Portogallo è in questa situazione?

Cavaco Silva, Presidente della Repubblica: “Abbiamo raggiunto una situazione di eccessivo indebitamento a causa della facilità con cui Stato, banche e società all’interno della zona euro hanno concesso prestiti che alla fine hanno portato le famiglie ad indebitarsi. In qualche modo possiamo dire che la crisi è stata innescata negli Stati Uniti nel 2008 e la prima reazione delle autorità dell’Unione europea potrebbe non essere stata la più realistica”.

“In un primo momento i paesi della Ue sono stati invitati ad adottare politiche espansioniste. In altre parole, ad aumentare i loro debiti. Solo in seguito ci siamo resi conto che alcune nazioni avrebbero dovuto limitare questo tipo di politica”.

Michel Santos, Euronews: “L’Unione europea ha fallito nella gestione della crisi?”

Cavaco Silva: “Ora che è diventato evidente, direi che l’Unione europea non è riuscita a promuovere la crescita e dare impulso all’occupazione. Qualcosa non ha funzionato nella politica economica dell’Unione europea nel suo insieme, ma anche nelle politiche economiche degli Stati membri”.

Michel Santos, Euronews: “Recentemente il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha pubblicato un rapporto in cui si riconoscono alcuni errori rilevanti nel primo programma di salvataggio per la Grecia”.

Cavaco Silva: “È arrivato il momento di ripensare la troika, la sua composizione e il suo ruolo nell’attuazione dei piani di salvataggio. E’ mia opinione personale che dovremmo considerare l’ipotesi che la responsabilità della gestione di questi piani venga affidata esclusivamente delle istituzioni europee. Questo perché gli obiettivi della Ue sono molto diverse da quelle del Fondo Monetario Internazionale”.

Michel Santos, Euronews: “Quali azioni sono necessarie per rilanciare la credibilità del progetto europeo?”

Cavaco Silva: “In primo luogo dobbiamo dare una risposta alla nostra maggiore preoccupazione: la disoccupazione. E’ stato istituito un programma per combattere la disoccupazione giovanile. Ma al di là di questo, la Ue ha bisogno di più strumenti perché i precedenti non sono più sufficienti per rispondere alle preoccupazioni del presente e del futuro”.

“Per questo è così importante creare una Unione europea unita sul piano economico e monetario. E il passo più importante, per me, è l’unione bancaria perché contribuirebbe ad aumentare il finanziamento delle imprese in diversi paesi dell’Unione europea, in particolare della zona euro”.

Michel Santos, Euronews: “I salvataggi della troika dovrebbero essere attuati alla cieca, senza rispettare le persone e trascurando le conseguenze?”.

Cavaco Silva: “Penso che ora, dopo alcuni aggiustamenti nei programmi, le cose stiano cambiando. Ai paesi è stato dato più tempo per contere il loro debito: è il caso per esempio del Portogallo ma anche di altri paesi come Francia e Spagna. Così dobbiamo riconoscere che, in qualche modo, le cose stanno cambiando nelle istituzioni europee e nei suoi stati membri”.

“Credo che i programmi di salvataggio non possono impedire di dare la priorità assoluta alla crescita economica e dell’occupazione. In caso contrario, la distanz tra i cittadini europei e i loro leader sarà ancora più evidente. E questa è una preoccupazione, in particolare in vista delle elezioni europee previste nel 2014”.

Michel Santos, Euronews: “In Portogallo quasi tutti i settori della società chiedono le dimissioni del governo. Per lei, naturalmente, al primo posto c‘è la stabilità e si trova in una situazione delicata. Il suo sostegno politico è illimitato?”.

Cavaco Silva: “Il presidente delle Repubblica non governa e non è responsabile o co-responsabile per le politiche del governo. Il governo è responsabile di fronte al Parlamento. La mancanza di fiducia nel presidente della Repubblica non è un motivo per le dimissioni del governo. Il presidente ha il potere di sciogliere l’Assemblea nazionale, ma in Portogallo è un’azione che equivale ad innescare una bomba atomica e le bombe atomiche non vanno usate in modo sconsiderato. Mi sono impegnato a studiare la situazione portoghese e, in base alle tante informazioni in mio possesso, sono convinto che in caso di una nuova crisi politica la situazione sarebbe molto peggiore di quella che stiamo affrontando oggi”.

Michel Santos, Euronews: “La prossima è una domanda che molti portoghesi si pongono. Nonostante il disastro finanziario ed economico dello Stato portoghese e la rovinosa gestione delle società pubbliche, non sono molte le persone finite in tribunale per rispondere delle proprie azioni davanti a un giudice. Perché? Ci sono dei problemi nel sistema giudiziario?”.

Cavaco Silva: “Penso che questa idea non possa essere generalizzata. Naturalmente stiamo cercando di risolvere alcuni dei problemi del nostro sistema giudiziario si, in particolare la velocità dei procedimenti legali. Ma in un sondaggio condotto recentemente la maggior parte degli interpellati ha detto di ritenere equo il nostro sistema giudiziario. Quindi penso che la sua domanda non rifletta la realtà del paese. La vita pubblica in Portogallo è trasparente”.

Michel Santos, Euronews: “Ma c‘è una sorta di sensazione di impunità nei confronti alcune persone che hanno responsabilità”.

Cavaco Silva: “Lei può indicarmi un caso? Fortunatamente le persone che governano il Portogallo sono costantemente sotto la lente dei media e dall’opinione pubblica. Probabilmente come in nessun altro stato europeo”.

Michel Santos, Euronews: “Se potesse tornare ai tempi in cui era il primo ministro, cambierebbe qualcosa nelle vostre politiche di coesione?”.

Cavaco Silva: “Penso che i primi dieci anni di appartenenza del Portogallo alla UE non solo abbiano consolidato la nostra democrazia, ma abbiano dato anche un grande contributo allo sviluppo del paese. Quando il Portogallo è entrato nella UE il suo reddito pro capite era il 53% della media europea. Dopo 10, 15 anni siamo al 75%. Nella nostra storia non abbiamo mai avuto una ripresa così grande in un periodo così breve in termini di sviluppo del paese”.

Michel Santos, Euronews: “Avrebbe attuato le stesse politiche anche nel settore agricolo?”.

Cavaco Silva: “La riforma della Politica Agricola Comune è ciò di cui vado più fiero. Prima della riforma la nostra agricoltura aveva una produttività molto bassa e gli agricoltori livelli molto bassi di reddito. Ora il Portogallo ha livello di autosufficienza dell’81%, i nostri agricoltori si sono modernizzati. L’agricoltura in questo momento è un settore in crescita dell’economia portoghese”.

Michel Santos, Euronews: “Grazie signor presidente”.

Cavaco Silva: “Grazie a voi”.