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L'Iran elegge il successore di Ahmadinejad: nessun riformista tra i 6 candidati


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L'Iran elegge il successore di Ahmadinejad: nessun riformista tra i 6 candidati

Iran al voto per eleggere il successore di Mahmoud Ahmadinejad. Sei i candidati alla presidenza: tra di loro un solo moderato, Hassan Rohani che, pur essendo un membro dell’establishment, sembra propendere per una politica estera più conciliante con l’occidente, per ridurre l’impatto economico delle sanzioni.

Più duro il tono usato in campagna elettorale dall’ex sindaco di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf, che ha escluso ogni esitazione nel perseguimento del contestato programma nucleare iraniano, ma ha anche criticato l’intransigenza del negoziatore capo, Saeed Jalili. Quest’ultimo è considerato il candidato più forte, anche se fino a poco tempo fa il suo nome era pressoché sconosciuto sulla scena internazionale. La fede nei principi della rivoluzione islamica, ostentata a ogni occasione, sembra favorirlo nei confronti dell’ex ministro degli esteri Ali Akhbar Velayati.

Quel che è certo è che il voto non sembra destinato a spezzare l’isolamento in cui si è chiuso l’Iran. La Guida suprema, Ayatollah Ali Khamenei, resta il vero uomo al comando. Impossibile dire quanti iraniani abbiano ascoltato la sua esortazione a recarsi in massa ai seggi. Nel paese non esistono infatti sondaggi di opinione indipendenti e affidabili.

Nell’assenza di reali prospettive riformiste, come quelle che avevano preceduto le ultime presidenziali del 2009, gli iraniani votano con il pensiero alla disoccupazione e all’inflazione alle stelle.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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