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Grecia: Ert, continuano le proteste

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Grecia: Ert, continuano le proteste

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In Grecia, terzo giorno di sciopero di tutti i mezzi d’informazione contro la chiusura dell’azienda radiotelevisiva pubblica Ert. Due dei tre partiti di governo fanno pressioni sul premier Antonis Samaras perché trovi una soluzione diversa.

Intanto in Parlamento, il leader della sinistra radicale Alexis Tsipras lancia una durissima accusa contro il Ministro della Finanze, Yannis Stournaras: “Lei ha deciso e ordinato di mettere a tacere la televisione di Stato, oscurando anche la democrazia e la libertà di parola. Una cosa del genere avviene solo in due occasioni, Ministro: quando un Paese subisce un’invasione straniera o quando crolla la democrazia.”

Altrettanto virulenta la replica del ministro, che, nel frattempo, ha chiesto alla magistratura un’indagine sulla malagestione dell’azienda.

“La tv – ha affermato Stournaras – sta andando alla revisione. Ne uscirà ripulita, riparata e senza scandali. Voglio ricordarle ciò che Lei ha detto il 18 maggio: che c’era un canale di un governo dittatoriale, un canale di propaganda per il piano di salvataggio. Penso che oggi Lei pianga lacrime di coccodrillo, Signor Presidente di Syriza.”

La questione, che si inserisce nell’ampia serie di privatizzazioni previste in Grecia, continua ad infiammare il mondo politico e il Paese.

Stamatis Giannisis, euronews:
“La decisione di chiudere la Ert ha causato il contrasto più acceso nella coalizione di governo, in quasi un anno di vita. Se i leader dei tre partiti, nell’incontro di lunedì, non raggiungeranno un accordo sul futuro dell’emittenza pubblica, secondo molti osservatori politici in Grecia aumenterà enormemente la probabilità di elezioni anticipate.”