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Gezi Park, da Erdogan toni più concilianti: "per favore, andate a casa"

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Gezi Park, da Erdogan toni più concilianti: "per favore, andate a casa"

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La carezza si sostituisce al pugno, il tono si fa conciliante. A ultimatum ampiamente scaduto non c‘è traccia di intervento della polizia turca a Gezi Park. Il governo ha promesso di tenere, in ogni caso, fermi i lavori fino a che non si sarà pronunciata nel merito la corte che cautelativamente li ha bloccati due settimane fa.

L’esecutivo vuole, comunque, che il parco sia sgomberato, ma all’imposizione si è sostituita la richiesta: “Dico ai nostri giovani, per favore lasciate Gezi Park e tornate a casa. Se gruppi estremisti dovessero rimanere lo stesso, lasciateci faccia a faccia con loro. Perché il parco appartiene a tutti i turchi” ha detto il premier Recep Tayyip Erdogan, in un intervento dalla sede dell’Ak Parti ad Ankara.

Il desiderio che non si ripetano scene come quelle viste nei giorni scorsi a piazza Taksim risuona nelle note del pianoforte di Davide Martello.

Musicista tedesco di chiare origini italiane, ha suonato ininterrottamente per 12 ore, cominciando nella serata di giovedì. Ha piazzato il suo pianoforte di fronte al mausoleo di Ataturk, esibendosi davanti prima a decine, poi centinaia, infine circa duemila persone, che hanno cantato con lui , cantando canzoni dei Beatles e “O sole mio”.