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USA: lo sguardo della comunità iraniana sulle elezioni in Iran

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USA: lo sguardo della comunità iraniana sulle elezioni in Iran

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Al Washington Folk Festival, è stata una delle star: Mahboob Navab, è nata in Iran ma da 38 anni vive negli Stati Uniti. Cantare antiche canzoni del suo Paese natale sembra compensarla dalla perdita della sua cultura nativa. Lei è una delle 300mila persone nate in Iran che vivono negli Stati Uniti.

“MI ferisce – racconta al microfono di euronews – vedere che in Iran ci sono molti giovani che non possono godere della stessa libertà di cui godo io. Libertà di esibirsi, di cantare, di uscire come e quando vogliono”.

Reza Marashi, direttore presso il Consiglio nazionale iraniano americano, è ancora più netto. E sostiene che le prossime elezioni presidenziali non saranno né libere né giuste: “Penso che gli iraniani siano stanchi di prendere batoste da tutte le parti. Cattiva amministrazione, corruzione, nepotismo, violazione dei diritti umani…problemi causati proprio dal governo. E a questo si aggiungono le sanzioni imposte dai Paesi occidentali che stanno asfissiando ancor di più il Paese. Un miglioramento nelle relazioni tra Iran e Occidente sarà una maratona, non uno sprint. Credo che il divario di fiducia sia talmente ampio e le differenze, in termini di preferenze politiche, siano così larghe che un processo diplomatico sostenibile per superare questo divario e costruire un’intesa sarà molto più che un’impresa”.

Di nuovo al Festival Folk di Washington.

euronews: “Qual è l’augurio più grande che vorrebbe mandare ai suoi compatrioti iraniani?”

“Auguro loro libertà – risponde Mahboob Navab – Auguro loro libertà. Spero che tutti quei ragazzi abbiano la stessa libertà che i nostri bambini hanno qui”.

Stefan Grobe, euronews:
“La comunità iraniana d’America non si fa illusioni in merito all’esito delle elezioni. Il cambiamento democratico in Iran, se mai avverrà, potrebbe avere bisogno di anni, se non decenni. Qui le persone sperano soltanto che la nuova generazione di iraniani possa un giorno vivere nella piena autodeterminazione”.