ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Francia minaccia il veto sull'accordo di libero scambio con gli USA

Lettura in corso:

La Francia minaccia il veto sull'accordo di libero scambio con gli USA

Dimensioni di testo Aa Aa

La cultura non è una merce come un’altra per Bérénice Bejo, miglior attrice al festival di Cannes. La star francese è giunta a Strasburgo al Parlamento europeo per sostenere la posizione del governo transalpino. Parigi non vuole che il settore audiovisivo e quello dei nuovi media siano inseriti nei negoziati sul libero scambio con gli Stati Uniti.

“Son cresciuta con i film americani, con la cultura americana, sono a favore di questa cultura- ci confida l’attrice Bérénice Bejo- ma penso che sia per loro che per noi sia importante avere la possibilità di scegliere, che ci sia un contrappeso”

Questo venerdi’ i ministri degli esteri europei dovranno definire in quali aree la Commissione europea dovrà trattare con gli Stati Uniti per aprire le frontiere commerciali e raggiungere un accordo di libero scambio. Il governo francese minaccia di porre il veto se la cultura non sarà esclusa.

“Decine di migliaia di persone lavorano nel settore audivisivo in Europa, sottolinea il regista Costa-Gavras -se l’eccezione culturale non esistesse piu’, molti film non potrebbero essere fatti. Molte sale non esisterebbero piu’, molti registi e attori non potrebbero piu’ lavorare”.

Per il commissario europeo al commercio l’eccezione culturale è una questione simbolica che non dovrebbe mettere a rischio un accordo che potrebbe generare 65 miliardi di euro all’anno in Europa.

E’ una posizione condivisa dall’analista Frederik Erixon del think thank European Center for International Political Economy che ammonisce: “Economicamente parlando, è una questione irrilevante per l’Europa e per la Francia. Quindi penso che il Commissario abbia assunto la posizione giusta dicendo ai francesi e ad altri stati che non si iniziano dei negoziati chiudendo le porte e dicendo alla controparte su cosa non si tratterà. Abbiamo bisogno di un mandato aperto per aver un buon accordo”.

La Gran Bretagna e la Germania si oppongono alla posizione francese, temendo che gli Stati Uniti possano, come ritorsione, escludere dai negoziati altri settori sensibii per la loro economia come il settore navale o i servizi finanziari.