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Domani presidenziali Iran: conservatori protagonisti quasi incontrastati


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Domani presidenziali Iran: conservatori protagonisti quasi incontrastati

Alla vigilia delle presidenziali in Iran il fronte conservatore resta protagonista assoluto. Ma tradisce una tendenza a dividersi.

Su 6 dei candidati sopravvissuti al filtro inappellabile dei Guardiani della Rivoluzione, 4 appartengono al fronte conservatore e Said Jalili, negoziatore per il nucleare, parrebbe il favorito, per quanto possano pesare le previsioni in un Paese privo di sondaggi comparabili con gli standard occidentali.

Jalili, Mohammad Bagher Qalibaf, sindaco di Teheran, e Ali Akbar Velayati, consigliere diplomatico della Guida Suprema, si sono opposti all’idea di sbarrare la strada al solo candidato rimasto in lizza che si possa dire vicino ai riformisti moderati, dopo l’esclusione dell’ex Presidente Rafsandjani e del riformatore Khatami: si tratta del leader religioso Hassan Rohani. Per far confluire su di lui il voto dei riformatori, in assenza di grandi comizi pubblici, i militanti fanno campagna attraverso l’invio di sms.

Secondo gli analisti nel caso remoto che Rohani riesca ad arrivare al ballottaggio, la sua candidatira potrebbe risvegliare la fascia di elettorato che, dopo le proteste e la repressione del 2009, dovrebbe tenersi lontana dalle urne.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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