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Caos in Grecia dopo la chiusura d'autorità della tv pubblica

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Caos in Grecia dopo la chiusura d'autorità della tv pubblica

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Ridurre gli sprechi o chiudere una voce dell’informazione pubblica? I greci si chiedono cosa sia dietro l’improvvisa chiusura decisa dal governo della radiotelevisione nazionale.

L’iniziativa, che non ha precedenti in nessun paese del mondo, sarebbe stata in qualche modo caldeggiata dall’Unione europea. Questo almeno è il dubbio espresso in aula dall’eurodeputato Cohn Bendit.

“Risponde al vero che la Commissione europea abbia dato incarico al suo rappresentante nella Troika di chiedere la chiusura della radiotelevisione pubblica in Grecia?”

Una conferma, indiretta, è giunta dal Commissario Rehn.

“La Grecia, come ogni altro paese europeo, ha bisogno di pluralismo, libertà e qualitâ nei media. Diamo il benvenuto all’impegno del governo greco di istituire un nuovo soggetto mediatico capace di garantire l’importante ruolo del servizio pubblico e la sua sostenibilità economica”.

Syriza, l’opposizione di sinistra, ha già annunciato una iniziativa parlamentare per il ritiro del decreto. Contro la sua conversione in legge si sono detti invece due dei tre partiti di governo.