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Bruxelles respinge le accuse. "Mai discussa con Atene la situazione della ERT".

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Bruxelles respinge le accuse. "Mai discussa con Atene la situazione della ERT".

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Alcune decine di persone si sono radunate davanti all’ambasciata greca a Bruxelles per manifestare solidarietà ai giornalisti greci della tv pubblica greca ERT. A scendere in piazza anche alcuni portoghesi, critici nei confronti della Troika. “E come se fossimo colonizzati da un potere esterno” – dice un manifestante.

“Pensiamo che sia d’attualità, scendere in piazza qui a Bruxelles, nel cuore dell’Europa, per dire al Parlamento europeo, alla Commissione europea, che bisogna salvare la televisione pubblica in Grecia” – gli fa eco un ragazzo italiano.

La Commissione europea si è limitata a prendere atto del provvedimento di Atene, affermando che la situazione della tv pubblica greca non è stata oggetto di discussioni tra il governo greco e l’esecutivo europeo.

Laconico il comunicato letto del portavoce Olivier Bailly: “La decisione delle autorità greche dovrebbe essere vista nel contesto degli sforzi intrapresi dal governo greco per modernizzare l’economia greca, migliorando l’efficienza del settore pubblico greco”

Vangelis Demiris, corrispondente della tv pubblica greca si aspettava una reazione piu’ forte, di condanna da parte della Commissione, deluso,lancia accuse precise: “La Commissione sostiene di non essere implicata in questa storia. E’ falso. La commissione europea, la troika hanno chiesto i licenziamenti, e dalle minacce si è passati ai fatti. La Grecia è stata sottoposta alla esigenze della troika. 2656 persone sono senza lavoro e temiamo altre cattive sorprese”.