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Sgombrata Taksim, la protesta turca non retrocede

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Sgombrata Taksim, la protesta turca non retrocede

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Manifestanti sfrattati da piazza Taksim, ma la protesta non smobilita. Al loro fianco si schiera il Chp, partito d’opposizione, che definisce Erdogan un dittatore, affermando che, per contro, “i giovani ci danno una lezione di democrazia”.

In zona restano in tanti, per lo più equipaggiati di elmetti da cantiere. Uno sostiene che “il governo vuole dirci questo: la mia volontà prevarrà a qualsiasi costo. La nostra richiesta è legittima. Vogliamo proteggere il verde, l’ambiente. Ma rispondono solo con la forza. Se continuano così, anche noi continueremo e la protesta crescerà”.

Un ragazzo indossa anche una maschera antigas, per resistere a eventuali lanci di lacrimogeni, sostiene che “se lo Stato vuole cacciarci coi carri armati può farlo, ma a costo della sofferenza di tanta gente. Se vogliono farlo troveranno una agguerrita resistenza qui”.

Testimoni parlano di una breve incursione anche nel parco di Gezi da parte della polizia, che però si è ritirata dopo dieci minuti.

“La polizia – afferma il corrispondente di euronews Bora Bayraktar – ha ora il controllo di piazza Taksim, sgomberata dopo 15 giorni di proteste. L’obiettivo è contenere la protesta dentro il parco Gezi. Se la tensione diminuirà dopo questo intervento, lo vedremo nei prossimi giorni”.