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Stop del governo alla tv pubblica, i dipendenti promettono battaglia

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Stop del governo alla tv pubblica, i dipendenti promettono battaglia

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Un annuncio senza precedenti in una democrazia: la tv pubblica chiusa per decreto. La notizia è stata data dal portavoce del governo greco, Simos Kedikoglu.

Lo choc ha subito lasciato il posto all’indignazione: davanti alla sede della Ert, l’azienda radiotelevisiva di Stato, tante persone sono andate a mostrare il loro malcontento.

Tra esse anche un avvocato, Dimitris Perpataris che afferma: “con una paginetta di decreto incostituzionale, un singolo atto legislativo, in una notte distruggono o vogliono distruggere la tv pubblica”.

Un combattivo impiegato sostiene che se “allungano le mani sulla Ert, noi dipendenti, gliele stringeremo in una morsa”.

Le trasmissioni di tutti i canali radio e tv del servizio pubblico cesseranno dalla mezzanotte. Ripartiranno, nelle intenzioni del governo, con una struttura assai più snella rispetto ai circa 2.800 dipendenti attuali.

Ma i lavoratori non ci stanno e annunciano che non lasceranno le sedi dell’emittente, sperando anche in una sponda da quei partiti, come il Pasok, che sono nel governo ma hanno manifestato contrarietà al provvedimento.

E sicuramente non mancherà di rivoltarsi anche il pubblico sportivo: domani c‘è gara 3 della finale del campionato di basket, tra Olympiacos e Panathinaikos (in vantaggio 2-0). Al momento i tifosi non sanno se e dove potranno vederla in tv.