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Germania, a processo le misure anti-crisi di Draghi

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Germania, a processo le misure anti-crisi di Draghi

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Al via in Germania il processo al “big bazooka” di Mario Draghi, come è diventato noto negli ambienti finanziari.

L’imputato è il programma di acquisto di bond sul mercato secondario schierato dalla Banca centrale europea, la cui sola presenza (non è mai stato attivato) è bastata per salvare la moneta unica dopo gli scricchiolii nell’estate del 2012.

I giudici sono quelli della Corte Costituzionale tedesca, a cui hanno fatto ricorso migliaia di cittadini del Paese sostenendo che si tratta solo di un modo mascherato per finanziare il debito degli Stati Membri in difficoltà.

“Chiariremo in che misura la Banca centrale europa si è arrogata di competenze che non le sono proprie e che costituzionalmente non le possono essere date”, ha detto il presidente della Corte Andreas Voßkuhle. “E fino a dove si può spingere il ricorso del singolo cittadino contro di essa”.

La misura di politica monetaria di maggior successo degli ultimi anni: così Mario Draghi aveva difeso le OMT (“Outright Monetary transactions”, transazioni monetarie dirette), mentre il cancelliere Angela Merkel ha parlato di “misure appropriate” per salvare l’euro.

Ma i detrattori del programma, tra cui i membri del partito anti-euro “Alternativa per la Germania” che hanno inscenato una protesta fuori dalla Corte Costituzionale, hanno a disposizione un testimone d’eccezione.

Si tratta nientemeno che di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e unico membro del Consiglio direttivo della Bce che ai tempi aveva votato contro le misure. La resa dei conti è cominciata.