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Datagate: l'Europa chiede spiegazioni

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Datagate: l'Europa chiede spiegazioni

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L’occhio spia del grande fratello americano non piace proprio all’Europa. Le autorità americane hanno accesso a dati personali dei cittadini europei tramite Facebook, Google e Skype. La conferma dell’esistenza del programma spia ha suscitato rabbia e imbarazzo tra le autorità europee.

Mina Andreeva, portavoce della Vice-Presidente della Commissione europea, Viviane Reding. “Avremo piu’ dettagli dopo la riunione con i colleghi americani giovedi’ e venerdi’ a Dublino. La protezione dei dati non farà parte dei negoziati sull’accordo di libero scambio, perché abbiamo trattative separate sui dati con gli Stati Uniti”

La questione ha animato un dibattito molto acceso al Parlamento europeo durante la sessione plenaria a Strasburgo.

“Stiamo deludendo i cittadini europei nel momento in cui la fiducia verso l’Unione europea è ai suoi minimi. dovremmo vergognarci “ – ha dichiarato. l’eurodeputata liberale Sophia Int’Veld.

Dopo l’11 settembre, l’unione europea ha siglato degli accordi per scambiare dati dei passaggeri aerei verso gli USA e per lo scambio di dati bancari. Le trattative erano state molto dure proprio per tutelare la privacy, secondo Joe Mac Namee direttore di European Digital Rights, si sta facendo un passo indietro: “Invece di sostenere e rafforzare i diritti dei cittadini europei, il Parlamento e gli stati membri stanno indebolando la protezione della privacy”.

La Commissione europea ha preparato una nuova normativa per la protezione dei dati che sarà votata alla fine dell’anno dal Parlamento europeo.