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Turchia: notte di scontri ad Ankara, rinviata apertura Borsa

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Turchia: notte di scontri ad Ankara, rinviata apertura Borsa

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Ankara non teme il pugno di ferro e torna in piazza. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva avvertito: “la pazienza ha un limite”, ma la tregua scattata giovedì per iniziativa del capo dello Stato Abdullah Gul ha retto 48 ore. Per la seconda notte consecutiva il centro di Ankara è stato il teatro di duri scontri tra polizia e manifestanti. Rinviata anche l’apertura della Borsa.

Ad Ankara, Istanbul e nelle altre città del Paese si chiedono dimissioni del capo del governo.
Erdogan tira dritto e riunisce i suoi: ha convocato due grandi manifestazioni del partito islamico Akp per sabato e domenica prossimi contro quello che definisce un complotto organizzato da esteremisti.

“Possiamo essere contestati solo dal popolo della Turchia, non da questi gruppi marginali – ha detto il primo ministro di fronte ai suoi – E possiamo essere contestati solo nelle urne”.

Gli avvertimenti sempre più muscolari del premier non fermano la rivolta. Il movimento
sembra anzi allargarsi ogni giorno. Probabilmente il premier pensa a una prova di forza, ma la piazza non sembra disposta a cedere. In due settimane di protesta il movimento si è strutturato ed è consapevole di aver diviso il Paese.

La polizia continua a disperdere con la forza i dimostranti che si avvicinavano agli uffici di Erdogan. Dall’inizio della protesta tre manifestanti sono stati uccisi e 5mila feriti.

“Possiamo essere contestati solo dal popolo della Turchia, non da questi gruppi marginali. E possiamo essere contestati solo nelle urne”.