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Michelin annuncia 700 esuberi. Braccio di ferro con i sindacati

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Michelin annuncia 700 esuberi. Braccio di ferro con i sindacati

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Lo slogan sarà anche “Il modo migliore di avanzare”, ma la scelta di Michelin difficilmente verrà vista come la migliore possibile. Il produttore di pneumatici francese ha annunciato 700 esuberi nel suo stabilimento di Joué-lès-Tours.

Una misura che fa parte di un ambizioso piano per aumentare la competitività nella produzione di copertoni per mezzi pesanti, particolarmente colpiti dalla crisi. Per l’azienda significa produrre di più con meno. Per gli operai, prepensionamenti a parte, significa essere trasferiti in un altro stabilimento o all’estero, oppure accettare la buonauscita.

“Abbiamo un nodo allo stomaco”, è il commento di uno di loro. Patrick Fontaine lavora per l’azienda da ben 36 anni: “Dopo tanti anni di lavoro si sbarazzano di noi in questo modo. È uno schifo, è davvero… inammissibile”.

“Michelin i soldi ce li ha, se guardiamo gli ultimi risultati del 2012”, accusa invece Claude Guillon, uno dei rapresentanti sindacali della Confédération générale du travail. “Le azioni non sono mai andate così bene e i dividendi per gli azionisti sono triplicati. Per cui oggi gli operai chiedono di avere le migliori indennizzi possibili”.

In effetti i conti sono in attivo, ma, sottolinea l’azienda, lo sono solo grazie ai mercati esteri. In Francia le fabbriche non sono abbastanza efficienti e il piano ora è quello di spostare tutta la produzione nell’impianto gemello di La Roche-sur-Yon, sulla costa occidentale.

Una scelta che comunque non piacerà ai 24 mila dipendenti impiegati in tutto il Paese. Davanti al calo delle vendite si era parlato di ristrutturazione, ma il numero uno Jean-Dominique Senard aveva esplicitamente escluso chiusure o licenziamenti. Una figuraccia per il tanto bonario omino Michelin.