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L'impressionismo di Pissarro al Thyssen-Bornemisza di Madrid

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L'impressionismo di Pissarro al Thyssen-Bornemisza di Madrid

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A Madrid, il Museo Thyssen-Bornemisza presenta la prima mostra monografica in Spagna su Camille Pissarro, pittore impressionista francese vissuto nella seconda metà dell’Ottocento.

79 le opere esposte, provenienti da vari musei e da collezioni private, tra cui una famosa tavolozza su cui l’artista dipinse una scena rurale usando tutti i colori dello spettro.

“In un movimento tanto individualista come l’Impressionismo – racconta il curatore della mostra, Guillermo Solana – in cui Monet, Renoir e quasi tutti gli altri pittori, non avevano alcun interesse nel creare discepoli, Pissarro è stato colui che più generosamente si è dato ai giovani artisti. Ha insegnato a Cezanne cos’era l’impressionismo ha aiutato Gauguin a diventare un pittore professionista, probabilmente ha dato consigli a Van Gogh durante gli anni Ottanta, ha anche aiutato i neo-impressionisti come Seurat e Seignac, e perfino Matisse”.

Il paesaggio, il genere più indagato da Pissarro, è al centro dell’esposizione che è organizzata cronologicamente in base ai luoghi in cui l’artista visse. Le ultime due sale della mostra sono riservate a squarci urbani dipinti negli ultimi dieci anni della sua vita.

“Pissarro – spiega Solana – per la maggior parte della sua vita è stato un pittore rurale e in particolare un pittore del paesaggio francese. Ha sempre abitato in villaggi vicino alla Senna. Poi però a sessant’anni è come se si fosse stancato dei paesaggi rurali. Aveva anche una malattia, un’infezione agli occhi, che gli impediva di dipingere all’aria aperta. Ed è lì che iniziò a dipingere città. Seguì sempre le stesse procedure: trovava un albergo con una buona vista, sceglieva una stanza, ci installava il proprio studio e in tre mesi dipingeva una serie di 13,14,15 o 20 quadri”.

La mostra rimarrà aperta a Madrid fino al 15 settembre poi, dal 15 ottobre, sarà al CaixaForum di Barcellona.