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Bosnia-Erzegovina: in piazza per una legge che garantisca i documenti ai neonati

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Bosnia-Erzegovina: in piazza per una legge che garantisca i documenti ai neonati

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A Sarajevo si torna in piazza per chiedere il diritto di esistere, anagraficamente parlando. Centinaia di persone si sono ritrovate davanti al Parlamento perché venga varata la legge sul codice di identità dei cittadini senza la quale da febbraio i neonati non possono essere iscritti all’anagrafe e quindi non possono avere né passaporto né tessera sanitaria. Al centro del contendere la norma che definisce come formare il codice d’identità che la Corte Costituzionale ha bocciato.

“Questo potrebbe significare – sostiene Denis Hadzic, studente originario della città bosniaca di Cazin – l’inizio del cambiamento. Non faremo leggi o le cambieremo nelle strade ma questo potrebbe essere l’inizio dei negoziati per implementare le leggi e non per offrirci soltanto soluzioni temporanee”.

“Vent’anni dopo la guerra – aggiunge esasperata Enesa Smajic, studentessa di Travnik -Bosnia e Erzegovina non hanno fatto un passo in avanti ma ogni giorno si va sempre più indietro”.

Per i serbi il codice deve comunque contenere il territorio di registrazione rispettando la demarcazione tra le due identità. I musulmani chiedono invece che le circoscrizioni restino com’erano prima dell’intervento dei giudici.