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USA, dati internet: polemiche investono la Casa Bianca

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USA, dati internet: polemiche investono la Casa Bianca

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Lo scandalo si allarga, le polemiche anche e mirano dritte alla Casa Bianca: prima lo scoop del Guardian, che ha rivelato che la National Security Agency statunitense ha accesso automatico a tutti i dati telefonici dei clienti del primo operatore americano di telefonia, Verizon; poi il Washington Post, secondo il quale le grandi aziende americane di internet hanno aperto al governo i loro server e i dati in essi contenuti.
Il governo sminuisce, dice che scritti e comunicazioni sul web vengono monitorati solo per cittadini non americani, ma per il caso Verizon è il contrario, secondo il presidente dell’associazione di tutela della privacy: “si tratta di comunicazioni telefoniche tra cittadini negli Stati Uniti”, dice, e aggiunge: “è una specie di autorizzazione a tempo indeterminato, penso sia illegale”.

Per internet si parla di Google, Microsoft, Facebook, Skype e Apple, aziende che per dimensione e utenti potrebbero ricevere richieste di spiegazioni da governi, tribunali ed associazioni del mondo intero; ma negli USA a questo si aggiunge la telefonia:

“L’idea che stiano raccogliendo i dati, e che quindi possano sapere sempre dove sono, mi disturba. Penso che facendo questo abbiano di fatto revocato il mio diritto alla privacy”, dice una cliente di Verizon, in perfetto disaccordo con un altro utente:

“Se serve a evitare che un terrorista mi faccia saltare in aria, allora sto con il governo, che facciano quello che devono fare, ragionevolmente”.

Per il Presidente Barack Obama sono tempi duri, tanto che i media che lo appoggiarono in campagna elettorale stanno ora parlando di perdita di credibilità: perché questi scandali seguono quelli delle intercettazioni a carico di giornalisti e di una sorta di persecuzione fiscale contro alcune associazioni repubblicane.