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Nuovo record della disoccupazione in Grecia. L'FMI fa "mea culpa"

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Nuovo record della disoccupazione in Grecia. L'FMI fa "mea culpa"

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Ennesimo bollettino “di guerra” dell’ufficio statistico greco sulla disoccupazione all’interno del paese ellenico. A marzo il tasso di disoccupazione ha raggiunto la nuova quota record del 26,8% con un aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto al marzo del 2012.

In termini reali i greci che non hanno un impiego hanno ormai superato abbondantemente quota 5 milioni. Una cifra devastante in un paese dove la popolazione totale supera appena gli 11 milioni di abitanti.

Ormai stabilmente tragica la situazione tra i giovani in cerca di lavoro: qui il tasso di disoccupazione tocca quota 58,3%.

Ma la notizia del giorno ad Atene è il “mea culpa” dell’Fondo monetario internazionale che, a tre anni dal salvataggio della Grecia, ammette per la prima volta in un documento riservato che il piano della Troika per Atene è stato sbagliato fin dall’inizio.

I giudizi messi nero su bianco nel memorandum riservato sono impietosi: la ricetta di austerity lacrime e sangue imposta assieme a Bce e Ue al governo ellenico sottostimava largamente i suoi effetti recessivi.

Non solo. Gli stessi vertici dell’Fmi sapevano fin dall’inizio che i disastrosi parametri economici di Atene non consentivano un intervento del fondo in suo soccorso. Ma hanno chiuso un occhio, continuando a sostenere in pubblico che il debito del paese era sostenibile.

L’intera operazione, è scritto nel documento, “è stata fatta per prendere tempo e consentire all’area euro di costruire le difese necessarie per salvare gli altri paesi che rischiavano di essere travolti dall’effetto contagio della crisi dei debiti sovrani”.