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Libia, si torna a casa

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Libia, si torna a casa

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Aveva giocato la sua ultima partita in casa il 9 febbraio 2011, battendo 3-2 il Benin a Tripoli.

Una settimana dopo, una cruenta rivolta avrebbe innescato il crollo del regime di Gheddafi, sicchè per oltre 2 anni è stata costretta all’esilio.

Ora, però, il ritorno in patria della nazionale di calcio della Libia è sintomatico della ricerca di normalità in cui si barcamena il Paese.

“Penso sia grande che si possa giocare in casa – esordisce il calciatore Aiman Zaied -, sarebbe bello contare molti spettatori e avere il loro sostegno per le difficili sfide contro Congo e Togo, sapere di giocare in Libia dopo due anni e mezzo è fantastico”.

Si gioca venerdì in casa propria la partita delle gare di qualificazione ai Mondiali del prossimo anno, avversario la Repubblica Democratica del Congo, contro cui i libici hanno pareggiato a marzo in trasferta.

Ovviamente, lo stadio di Tripoli sarà controllato dalle forze dell’ordine, con l’ausilio di checkpoint sul percorso e metal detector per evitare di introdurre armi.

Dopo il match con il Congo, si resterà in casa anche per la gara contro il Togo (Bengasi, 14 giugno).

La Libia è seconda nel girone I di qualificazione africana ai Mondiali 2014 dietro al Camerun, per effetto di 5 punti in 3 partite.