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Le due Coree tornano a parlarsi. Non accadeva dal 2010

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Le due Coree tornano a parlarsi. Non accadeva dal 2010

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Dopo i rifiuti di martedì oggi Seul cambia idea e accetta la proposta di Pjongiang di sedersi al tavolo delle trattative e discutere dei temi che da decenni separano le due coree.

Più che l’ideologia a spingere i due governi a tornare a discutere però è stato il portafogli. Troppi i progetti economici comuni fra le due nazioni. È vero che la Corea del nord sta moltiplicando le minacce missilistiche contro Seul e i suoi alleati, ma in questo caso il tema del contendere è stato piuttosto la sorte della zona di Kaesong, zona franca dove 123 imprese sudcoreane impiegano 53.000 coreani del nord che dal 2000 hanno uno speciale permesso per lavorare nelle fabbriche degli odiati cugini.

La collaborazione nella zona era sospesa da un mese e Pjongiang non può certo permettersi di rinunciare agli introiti derivanti da questa collaborazione commerciale.

Seul però non abbassa la guardia, è vero che le minacce dei vicini del nord sono state derubricate a propaganda per rinforzare la leadership del giovane presidente Kim Jong Un, ma il sud continua a mantenere in allerta le proprie forze armate anche con continue esercitazioni anche con il sostegno degli alleati statunitensi preoccupati delle minacce missilistiche di Pjongiang che potrebbe colpire le basi Usa nella regione.