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Siria: armi chimiche, Parigi accusa Assad ma Washington resta prudente

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Siria: armi chimiche, Parigi accusa Assad ma Washington resta prudente

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Dopo mesi di sospetti, arriva la conferma: in Siria sono state usate anche armi chimiche. I ribelli puntano il dito contro il regime di Bashar al Assad, che un anno fa aveva riconosciuto di possedere un arsenale chimico, ma aveva anche assicurato che non lo avrebbe utilizzato, se non nell’eventualità di un attacco da parte di forze straniere. Dal canto suo, il regime mostra queste immagini girate a marzo in un ospedale di Aleppo per corroborare la tesi che sono i ribelli a essersi avvalsi di gas tossici.

Ieri però la Francia ha denunciato per la prima volta e in modo categorico le forze fedeli a Bashar al Assad, sulla base dei test di laboratorio realizzati su campioni raccolti in Siria. Così si è espresso il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, in un intervento sul secondo canale della tv pubblica: “Le conclusioni delle analisi sono chiare: si tratta di gas Sarin. L’altro problema è se si possa risalire a chi ne ha fatto uso. Nel secondo dei due casi esaminati, non c‘è ombra di dubbio che siano stati il regime e i suoi complici. A questo punto è evidente che è stata superata una soglia”.

Undici mesi fa, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva avvertito Assad che l’impiego di armi chimiche avrebbe esposto il suo regime a gravi conseguenze: “Dal momento che possiedono un arsenale chimico, faremo in modo che non dimentichino di essere controllati. Assad e i suoi uomini renderanno conto alla comunità internazionale e agli Stati Uniti, se commetterenno il tragico errore di usare quelle armi”.

Eppure, la reazione al rapporto francese è stata molto prudente, lasciando intendere che la Casa Bianca non ha fretta di dare seguito ai propri avvertimenti. Il portavoce Jay Carney: “Dobbiamo raccogliere altre prove. Dobbiamo fare in modo che siano verificabili. Dobbiamo corroborarle, prima di prendere una qualunque decisione basata sull’assunto che il regime siriano ha impiegato armi chimiche”.

Nel suo ultimo rapporto, la Commissione internazionale di inchiesta sulla Siria ha concluso che i gas tossici sono una realtà in questo conflitto, ma non si è spinta oltre. Paulo Pinhero, presidente della Commisione: “Ci sono fondati motivi per ritenere che siano state impiegate quantità limitate di agenti tossici. Sulla base dei campioni a disposizione, non è stato possibile accertare la natura precisa di queste sostanze, come siano state diffuse e chi lo abbia fatto”.

La Siria è uno dei sette stati che non hanno ratificato la Convenzione sulle armi chimiche del 1997, che impegna i firmatari a distruggere gli arsenali in loro possesso.