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La nave da guerra di Enrico VIII. La sfida della conservazione

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La nave da guerra di Enrico VIII. La sfida della conservazione

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Ha trovato una nuova sistemazione la Mary Rose, nave da guerra dell’epoca di Enrico VIII, affondata quasi 500 anni fa davanti alle coste meridionali dell’Inghilterra e recuperata nel 1982. La città di Portsmouth le ha dedicato un museo che ha appena aperto al pubblico:

“Abbiamo recuperato anche una cabina completa con tonnellate di reperti, addirittura un gioco di backgammon – dice l’archeologo Christopher Dobbs, che partecipò al recupero della nave – Accanto all’ingresso della cabina, vicino a due casse, abbiamo anche ritrovato i resti di questo cane. Forse era il cane del falegname di bordo visto che si trovava vicino ai suoi attrezzi. Tutto ciò è straordinario”.

Conservare la nave è una sfida da combattere ogni giorno. Inizialmente lo scafo era costantemente bagnato con acqua di mare, ma ormai, per preservarlo meglio, viene usato il glicole polietilenico. Si tratta di una resina in grado di consolidare i reperti lignei ritrovati sott’acqua o in ambienti umidi. Il PEG è oggi una delle sostanze più utilizzate. Mantiene lo stato del legno, ma gli archeologi devono tenere sotto controllo le parti metalliche, perché il glicole polietilenico tende a favorirne la corrosione.

“Un’altra cosa straordinaria riguardo al Mary Rose è che vi abbiamo potuto recuperare gli oggetti che appartenevano al personale di bordo – continua Dobbs – Per esempio abbiamo la collezione completa degli strumenti del chirurgo e i recipienti che contenevano gli unguenti da lui impiegati. Il tutto si è conservato perfettamente”.

Il Mary Rose ha un eccezionale valore storico. Offre uno spaccato dell’epoca Tudor. Fu una delle prime navi da guerra inglesi a poter sparare una bordata piena con i cannoni presenti su tutta la fiancata. Prova della sua importanza: porta il nome della sorella del re.