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"Abenomics", il terzo pilastro non convince i mercati


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"Abenomics", il terzo pilastro non convince i mercati

La “Terza Freccia” per rilanciare l’economia giapponese è stata scoccata, ma non sembra aver colpito il cuore dei mercati. Reazione piuttosto fredda, questo mercoledì mattina, della borsa di Tokyo (-3,83%) al piano di riforme appena presentato dal primo ministro Shinzo Abe.

Quello che, insieme alla politica monetaria espansiva della Nippon Ginko (la Banca centrale giapponese) e gli stimoli fiscali lanciati dal governo, dovrebbe costituire il terzo pilastro della lotta alla deflazione, il cronico calo dei prezzi che da anni affligge il Paese.

“Per passare da due decenni di stagnazione a dieci anni di ripresa avremo bisogno di audacia, apertura, innovazione e azioni decise”, ha detto Abe. “Con questo piano di crescita invertiremo la direzione presa dall’economia giapponese, trascinando la nazione fuori dalla stagnazione e verso la ripresa”.

Il piano fissa al 2% reale e al 3% nominale l’obiettivo di crescita del Prodotto interno lordo nel prossimo decennio.

Tra incentivi e le liberalizzazioni figurano, in particolare, i tagli alle tasse sulle imprese, l’istituzione di zone economiche deregolamentate per attrarre capitali stranieri, la riforma del settore agricolo e di quello energetico.

Ma il coraggio di cui parlava Abe è mancato secondo la maggioranza degli analisti finanziari, che si aspettavano una maggiore spinta per la flessibilità nel mercato del lavoro e più defiscalizzazione per le aziende.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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