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Turchia. Calma relativa. Scontri a Istanbul e Ankara

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Turchia. Calma relativa. Scontri a Istanbul e Ankara

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Son ore convulse in Turchia, dove la nottata è trascorsa in una calma relativa interrotta da nuovi episodi di violenza, mentre il bilancio delle proteste degli ultimi giorni è salito a due vittime confermate.

Nell’arco dei pochi giorni di violente proteste e repressione da parte delle forze dell’ordine i feriti avrebbero superato quota 3.000 ed un numero imprecisato versa in condizioni gravi.

Piazza Taksim, ad Istanbul, continua ad essere il palco principale di quella che è una guerra dichiarata contro il Premier Recep Tayyip Erdogan e il governo filo islamico.

“La mascare è utile fino a un certo punto” dice una manifestante che indossa una maschera subacquea “perché il gas è davvero potente. Una volta lanciati i lacrimogeni non si può restare che un paio di minuti. Non si riesce a respirare”.

“Cose del genere sono inaccettabili in qualunque parte del mondo” denuncia un’altra ragazza scesa in piazza. “Non ho mai visto un governo, una polizia che odino tanto i propri cittadini. Non ci faremo sopraffare. Abbiamo resistito fino ad ora e resisteremo ancora”.

Anche ad Ankara una nottata più calma di quella di ieri è stata interrotta da nuovi scontri tra polizia e manifestanti. Le due vittime sono un ragazzo di 20 anni e uno di 22. Uno morto in seguito a ferite da arma da fuoco riportate durante gli scontri ad Antiochia, l’altro deceduto dopo essere stato travolto da un’auto ad Istanbul, poco distante dal Gezi Park, dove sono scoppiate le prime proteste.