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Le contestazioni in Turchia potrebbero favorire un ricambio ai vertici dell'AKP

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Le contestazioni in Turchia potrebbero favorire un ricambio ai vertici dell'AKP

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Recep Tayyip Erdogan non ha annullato la visita ufficiale in Maghreb. Da ieri in Marocco, il premier turco ha lasciato il suo paese nel bel mezzo di un’ondata di contestazioni senza precedenti da quando il suo partito filo islamico, l’AKP, ha la maggioranza in Parlamento. Prima di partire, si era detto convinto che al suo ritorno, giovedì, le proteste si sarebbero già placate. Gli attivisti che lo sfidano nelle principali città del paese stanno facendo di tutto per dimostrargli il contrario.

Erdogan attribuisce le agitazioni al proselitismo di gruppi estremisti. Ma il tono delle sue affermazioni stride con quello usato dalla prima carica dello Stato. “Non sono riusciti a batterci attraverso le elezioni – ha detto il premier – e ora ci riprovano utilizzando metodi anti-democratici”. Controbatte il presidente, Abdullah Gul: “Se ci sono critiche e obiezioni, tolto il periodo elettorale, è normale che vengano espresse mediante proteste pacifiche”.

La perduta sintonia tra i due fondatori dell’AKP fa pensare che Abdullah Gul possa essere il beneficiario del calo di popolarità di Erdogan. I due sono fianco a fianco fin dal 2001, quando una frangia di dissidenti del partito islamico Necmetin Erbakan decide di dare vita al Partito per la Giustizia e lo Sviluppo. Una formazione che si definisce conservatrice musulmana e che, già dall’anno successivo, si impone sulla scena politica turca. Alle elezioni legislative del novembre 2002, l’AKP ottiene la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento e forma un governo monocolore.

La carica di primo ministro va inizialmente a Abdullah Gul, ma Erdogan prende il suo posto nel 2003 e da allora lo occupa saldamente. Viene rieletto due volte, prima nel 2007 e poi nel 2011. Nel frattempo, Gul è nominato ministro degli Esteri e, nel 2007, è eletto alla presidenza della Repubblica. Una carica essenzialmente onorifica. Pur non possedendo il carisma di Erdogan, Gul è sostenuto dall’influente movimento di solidarietà musulmana, Hizmet.

Le relazioni tra i due compagni di partito si increspano nel 2011, quando Erdogan depenna dalle liste dei candidati alle legislative quelli più vicini al presidente. Le contestazioni delle ultime settimane potrebbero regalare a Gul l’occasione che aspettava.