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Iran, produzione di greggio ai minimi storici

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Iran, produzione di greggio ai minimi storici

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Non succedeva dai tempi della guerra con l’Iraq. La produzione di greggio iraniano tocca i minimi da 25 anni dopo che le sanzioni internazionali hanno causato un drastico taglio degli ordinativi.

In particolare sono stati i quattro migliori clienti asiatici della Repubblica Islamica a chiudere i rubinetti: Giappone, India, Cina e Corea del Sud.

Chiaro l’avvertimento dei Paesi occidentali: continuate a processare greggio iraniano e perderete la copertura assicurativa sulle raffinerie.

Risultato: ad aprile il ritmo di importazione giornaliera di barili è calato del 30% e l’Iran è stato costretto a rallentare la produzione dopo aver riempito tutte le sue navi-cisterna.

Un impatto, però, seccamente smentito dal ministro iraniano per il petrolio Rostam Qasemi durante una conferenza. “Le sanzioni dell’Occidente e le pressioni unilaterali non hanno avuto alcuna influenza sulla produzione di petrolio greggio”, ha detto.

L’ennesimo colpo per Teheran arriva dopo che lunedì gli Stati Uniti hanno annunciato nuove misure per indebolire ulteriormente la sua valuta nazionale, il Rial.

Negli ultimi due anni ha già perso l’80% del valore e ora il governo Obama minaccia di renderlo “inutilizzabile all’estero”. Le sanzioni, dicono, colpiranno chiunque detenga grosse riserve di valuta iraniana all’estero.