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Turchia: le proteste si estendono a decine di città

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Turchia: le proteste si estendono a decine di città

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La repressione delle manifestazioni in Turchia ha avuto come solo effetto di rinvigorire la protesta, che divampa da Istanbul ad Ankara passando per Smirne.

Un’ondata di rabbia che ha abbondantemente superato il casus belli dell’opposizione al progetto di ricostruzione del Gezi Park nel cuore di Istanbul con l’abbattimento di 600 alberi. Quella che si è di nuovo accesa durante la notte appare come una protesta a tutto tondo dell’opposizione laica contro il governo filo-islamico del Premier Recep Tayyip Erdogan.

1.700 le persone arrestate. Le proteste si sono moltiplicate in tutto il Paese: oltre 200 in 67 città secondo il Ministero dell’Interno. Intanto i manifestanti denunciano un impiego indiscriminato dei lacrimogeni a pioggia contro la folla.

Alcuni tra gli scontri più duri a Smirne, sulla costa, dove la folla ha preso d’assalto il quartier generale dell’Akp, il partito del Premier Erdogan, il quale ha puntato il dito contro l’opposizione laica e insistito sugli atti vandalici, accusando i social network di fare disinformazione.

Particolarmente duri gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nella capitale Ankara dove soltanto ieri oltre 200 persone sono state fermate e circa 500 hanno ricevuto cure mediche. La folla ha tentato di avvicinarsi alla sede del governo. Molti dei manifestanti hanno sfilato bottiglie di birra alla mano in segno di protesta contro il giro di vite che il governo filo-islamico ha imposto la scorsa settimana contro il consumo di bevande alcoliche.