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Tra i ragazzi di Piazza Taksim che vogliono far cadere il governo

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Tra i ragazzi di Piazza Taksim che vogliono far cadere il governo

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E’ un gruppo ampio, vario ed eterogeneo, quello che da giorni sostiene la protesta antigvoernativa in Turchia.

Molti i giovani, molte le formazioni della sinistra marxista, ma questo non basta a spiegare l’alto numero dei manifestanti.

Per capire meglio chi siano gli indignati di Istanbul bisogna tornare a Piazza Taksim, teatro della rivolta, e ora la retrovia dei manifestanti, che si dicono pronti a continuare la loro battaglia.

“Hanno trasformato una manifestazione pacifica in violenza. La notte scorsa dopo gli scontri abbiamo camminato per cinque ore prima di arrivare qua. Non ci arredneremo mai, vogliamo che il governo si dimetta”.

“Sono senza pietà. La polizia attacca come se volesse uccidere. Non ci fidiamo della polizia, ci fidiamo solo di noi stessi”.

“Studio a 70 chilometri da qua. Dovrei essere in facoltà, è un periodo di esami. Ma il futuro del paese è più importante per adesso”.

Gli osservatori politici indicano genericamente nell’“oposizione” il tratto identitario di chi anima la protesta. Ma non manca chi fa notare che il numero delle persone che hanno scelto di scendere in piazza è di molto superiore a quello degli elettori dei partiti rimasti fuori dall’esecutivo.

“La violenza che per giorni ha segnato Istanbul adesso sembra scomparsa. Ma la protesta continua, al parco di Gezi, dove tutto è cominciato”.