ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Biennale di Venezia: il palazzo enciplopedico dell'arte


Cultura

Biennale di Venezia: il palazzo enciplopedico dell'arte

Nel segno del Palazzo enciclopedico, un museo globale, concepito sessant’anni fa dall’italo-americano Marino Auriti per Washington e mai realizzato, ha aperto i battenti a Venezia la 55° Biennale d’arte contemporanea, cui quest’anno partecipano artisti provenienti da una novantina di paesi.

Girando fra i padiglioni, ci si imbatte in quello di Israele, occupato da Gilad Ratman con le sue gallerie sotterranee:

“La mia arte non è politica, nel senso che non parteggio per una certa parte politica, ma mi interesso al concetto di resistenza e a quello di movimento, temi molto importanti anche nella mia cultura, visto il paese da cui provengo. Ma questi tunnel li abbiamo sempre avuti”.

Lo sbocco del tunnel, un buco nel pavimento. Il progetto rappresenta un modello utopistico di nazione interconnessa.

Nel padiglione statunitense, Sarah Sze ha assemblato elementi eterocliti, raccolti qua e là a Venezia; la sua creazione rappresenta l’equilibrio estremamente fragile fra bellezza e natura.

Il britannico Jeremy Deller, già vincitore del premio Turner, presenta, fra l’altro, foto e video di un’albanella reale. Uccello in via di estinzione, il principe Harry ne avrebbe ucciso uno. L’artista ne fa un’icona, la vittima immolata al potere e alla ricchezza.

Nel padiglione russo i visitatori sono accolti da una pioggia d’oro che cade dall’alto, opera dell’artista Vadim Zakharov.

E non potevano mancare a Venezia le opere dell’artista del momento, il designer cinese dissidente Ai Weiwei, che, in connessione con il suo video musicale appena uscito, ‘Dumbass’, presenta una serie di diorami ispirati al periodo che trascorse in carcere con l’accusa di evasione fiscale.

Ai Weiwei non può lasciare la Cina, a Venezia si fa dunque rappresentare dalla madre, Gao Ying.

La nostra scelta

Prossimo Articolo
I giovani fanno attenzione alla privacy?

generation-y

I giovani fanno attenzione alla privacy?