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Turchia, Erdogan: "niente da dire a chi mi chiama dittatore"

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Turchia, Erdogan: "niente da dire a chi mi chiama dittatore"

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Margini sempre più stretti per il dialogo, in Turchia, stando a quanto traspare dall’ultima presa di posizione del Primo Ministro. Recep Tayyip Erdogan ha parlato dei manifestanti denunciandone il vandalismo, e ha respinto al mittente le accuse di autoritarismo:

“Hanno rimosso il porfido dal viale e spaccato le vetrine dei negozi. È questa la loro democrazia? Dicono che Tayyip Erdogan è un dittatore. Ma non ho nulla da dire, se definiscono la persona che si è dedicata al servizio del Paese un dittatore”.

Poco prima alcune centinaia di manifestanti ad Ankara avevano tentato di raggiungere l’ufficio del premier, e sono stati respinti con lacrimogeni e spray urticante.

Erdogan è tuttora il politico di gran lunga più popolare in Turchia, e gli viene riconosciuto un buon governo soprattutto in materia economica: ma nello stesso tempo il premier è sempre più fortemente criticato per l’autoritarismo del suo governo, e accusato di gestire una politica che tende troppo a islamizzare la società.