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Turchia: Erdogan, commessi "errori" dalla polizia

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Turchia: Erdogan, commessi "errori" dalla polizia

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Oltre novecento arresti in una novantina di manifestazioni in Turchia e numerosi feriti, 79 secondo il governo, un migliaio secondo fonti mediche. Quattro di loro hanno perso la vista.

Continua di giorno e di notte la guerriglia urbana ad Ankara, Istanbul, Smirne, e si sta allargando a macchia d’olio in tutto il Paese. Si comincia a parlare di una nuova “primavera” rivoluzionaria, questa volta turca.

Nel suo decennio al potere il premier Recep Tayyp Erdogan non ha mai conosciuto un’ondata di proteste di tali dimensioni. I manifestanti lo accusano di autoritarismo e di voler islamizzare nuovamente il Paese moderno e laico di Ataturk.

La “piazza Tahrir turca” si chiama Taksim, è nel cuore di Istanbul. Qui, lunedì scorso, è cominciata una protesta di giovani che si opponevano alla distruzione di un parco adiacente, che il governo vuole trasformare in un centro commerciale.

La protesta ecologista è però diventata un generale atto di accusa alla politica del governo, e ha convogliato sempre più persone, che da centinaia sono diventate migliaia. Numerosi intellettuali, tra cui il regista Ferzan Ozpetek, hanno sottoscritto un appello ai media internazionali perché tengano accesi i riflettori sulle proteste.

Amnesty International ha denunciato i metodi violenti della polizia. Dopo una telefonata del presidente Abdullah Gul, ieri il premier Erdogan per la prima volta ha ammesso che sono stati compiuti “errori” ed “eccessi”.