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Prijedor commemora i massacri contro i bosniaci

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Prijedor commemora i massacri contro i bosniaci

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Una cerimonia informale di conciliazione, per ricordare quel 31 maggio del 1992. La città di Prijedor, nella Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina, ha evocato quel giorno: quando i miliziani serbi la rastrellarono e le autorità fedeli a Belgrado intimarono ai musulmani bosniaci di indossare fasce bianche sulle loro braccia.

“Tutti sanno – dice una manifestante – che noi bosniaci non abbiamo diritti. Da qui siamo stati cacciati. E’ dura ricordare quando ci hanno costretto a indossare quelle fasce bianche, in modo che tutti potessero sapere chi eravamo. Ora è un po’ piu’ facile perché siamo liberi”.

Oltre 3.200 abitanti furono uccisi in quell’episodio di epurazione etnica. Venerdi’ centinaia di persone di diversa appartenenza (serbi, croati, bosniaci) si sono riunite, nella prima commemorazione di questo genere. Se il conflitto etnico piu’ violento è ormai alle spalle, la popolazione bosniaca è qui minoranza rispetto a quella serba. Una coabitazione che continua a essere tesa.