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Italia-Siria: appello delle figlie del giornalista scomparso

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Italia-Siria: appello delle figlie del giornalista scomparso

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Sono passati quasi due mesi dalla sparizione in Siria di Domenico Quirico, storico inviato della “Stampa”: nella sede del quotidiano torinese si continua a coltivare la speranza che il giornalista sia vivo. Le figlie ci credono, e hanno registrato un video, un appello a chiunque abbia notizie:

“Siamo le figlie di Domenico Quirico, il giornalista inviato del quotidiano ‘La Stampa’ scomparso in Siria da 50 giorni. Nostro padre è venuto per raccontare all’Italia il dramma della Siria e del popolo siriano”.

“Chiediamo a chiunque abbia informazioni di aiutarci a ritrovarlo e riabbracciarlo. Chi ha sue notizie si rivolga alle autorità italiane.
Papà, con mamma ti aspettiamo a casa. Grazie”.

Quirico era già stato vittima di un sequestro, insieme ad altri colleghi, in Libia nel 2011. Fu poi rilasciato pochi giorni dopo. Sessantadue anni, aveva coperto tra gli altri i conflitti in Sudan, Uganda e Libia.

In redazione sono abituati a non avere notizie di lui per qualche giorno, perché è un inviato che ha sempre lavorato sottotraccia, infiltrandosi nella realtà di cui doveva poi raccontare.

Solo dopo venti giorni “La Stampa” ha deciso di rendere pubblica la cosa. Il silenzio, l’assenza di reazioni o di contatti dopo la pubblicazione della notizia, preoccupa molto.

Al momento sono quattro i giornalisti dispersi in Siria: oltre a Quirico, anche il belga Pierre Piccinin, anch’egli scomparso due mesi fa, e gli statunitensi James Foley e Austin Tice, le cui famiglie attendono notizie dallo scorso anno.